26 luglio 2007
Mi è molto piaciuto questo articolo, ve lo propongo.

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posted by Davide at giovedì, luglio 26, 2007 | 0 comments
25 luglio 2007
Il nostro amatissimo Visco se ne esce con un concetto sacrosanto secondo il quale bisogna evitare gli sprechi per poter reperire le risorse finanziare necessarie a sostenere le esigenze di spesa primaria dello Stato.
La cosa incredibile è che secondo lui bisogna percorrere tale via perchè "Altrimenti, misure di aumento delle entrate «farebbero lievitare una pressione fiscale già troppo alta a causa dei debiti del passato»."
In pratica ammette che la pressione fiscale è troppo alta ma scarica la colpa sui debiti del passato e nemmeno parzialmente sul suo operato dell'ultimo anno e mezzo!
Ancor più fantastico è il fatto che, commentando i dati relativi al maggior gettito 2007, dice «I migliori risultati non sono dovuti ad errori di previsione, ma alla maggiore crescita attesa del Pil nominale - ha spiegato - e ad un recupero di evasione superiore a quanto previsto, circa 15 miliardi di euro sommando gli effetti del decreto di luglio 2006 e della legge finanziaria» . Quindi si capisce che:
  • in parte non sanno fare i conti (nonostante dica di no);
  • parte delle entrate non sono merito loro ma di una maggior crescita del PIL (che non avevano evidentemente previsto);
  • recuperano evasione per 15 miliardi di euro (tipo mezza finanziaria) ma lo sanno solo loro;
  • il decreto di luglio e la finanziaria hanno portato maggiori entrate.

Ma il decreto di luglio e la finanziaria non sono proprio i due principali strumenti con cui il prode Visco e i suoi compari hanno aumentato proprio la pressione fiscale?!? Forse, allora, non è proprio solo colpa del vecchio debito accumulato...

E poi, se veramente pensa ciò che dice, perchè non ha proposto di evitare gli sprechi prima di partorire tutte le misure succhiasangue di quest'ultimo periodo?

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posted by Davide at mercoledì, luglio 25, 2007 | 0 comments
11 luglio 2007
Un mese e mezzo fa Simone dava una speranza, una settimana fa il Messaggero Veneto l'ha tolta.
A metà strada la novità.
E' vero che i sondaggi lasciano il tempo che trovano ma l'aria che tira nella CdL friulana (e in FI in modo particolare) sembra proprio avverare l'infausta profezia.

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posted by Davide at mercoledì, luglio 11, 2007 | 0 comments
20 giugno 2007
Adeguatevi agli studi, vi conviene!
Questo il messaggio che il Direttore dell’Agenzia delle Entrate comunica all’agitato popolo dei contribuenti soggetti agli studi di settore.
Quello che non riesco a capire è come interpretare questo scritto: va inteso come un consiglio fraterno all’amico contribuente oppure come una - nemmeno tanto – velata minaccia verso lo stesso?
Non so perché ma tendo a propendere per la seconda ipotesi.

Già dal titolo mi viene da storcere un po’ il naso: infatti se “STUDI SETTORE: CHI SUBISCE ACCERTAMENTO ORDINARIO PAGA IN MEDIA QUASI 3 VOLTE IN PIU’” può essere la mera esposizione di un dato di fatto, “ADEGUARSI CONVIENE SOPRATTUTTO AI CONTRIBUENTI” mi puzza fin troppo di consiglio che non conviene rifiutare. Tralasciando il fatto che non comprendo la convenienza a pagare più imposte di quante dovrei, sembra che il messaggio sottintenda che se non pago meno subito probabilmente pagherò molto dopo.
Viene poi ribadito il fatto che gli studi “non sono uno strumento di accertamento automatico” . Due giorni fa il Vice Ministro Visco dichiarava che, poiché ci sono 1 milione di contribuenti non congrui, 500.000 controlli li farà. E’ vero, non sono uno strumento d’accertamento automatico, sono uno strumento semi-automatico.
Continua poi dicendo
“È vero che quest’anno, applicando le norme decise dal Parlamento, è stata
elevata l’asticella per rientrare nei parametri. Ma i redditi da cui si parte
sono in molti casi irrisori o addirittura negativi. È inevitabile avere una
percentuale di incremento elevata quando si parte da valori particolarmente
bassi”
.
Quindi non è che la gente non guadagna più perché il sistema Italia non funziona ed è mal governato ma semplicemente perché mente (la gente, non l’Italia).
Ora: lungi da me fare l’avvocato del diavolo. In Italia esistono gli evasori e non sono nemmeno pochi. Quello che si sbaglia, secondo me, è il modo di contrastarli.
Si dovrebbe finalmente capire che questo metodo degli studi di settore non è idoneo allo scopo!
Innanzitutto sono troppo costosi, in tutti i sensi: sono costosi per lo Stato che deve continuamente perfezionarli e tenerli aggiornati mediante commissioni di esperti che di certo non lavorano gratis e sono costosi per il contribuente che, oltre ad adeguarsi ai risultati, deve pure pagare qualcuno che li compili.
In secondo luogo sono inutili: lo Stato, infatti, deve comunque fare dei controlli sia in caso di non congruità, come è ovvio, sia in caso di congruità, per verificare che i dati dichiarati siano veritieri. A questo punto controllare per controllare tanto vale fare senza.
Il direttore dell’Agenzia delle Entrate dice anche
la legge chiede a tutti i contribuenti, sia soggetti agli studi che non, di
pagare le imposte sui redditi effettivi”
.
La soluzione ideale, sempre a mio modestissimo avviso, risiede proprio nella corretta comprensione della parola effettivi.
Se, infatti, tutti i contribuenti (e per tutti intendo imprenditori, professionisti, dipendenti, pensionati ecc. ecc.) pagassero le imposte sul proprio reddito effettivo derivante dalla semplicissima differenza entrate – uscite, sono convinto che il problema evasione sarebbe quasi risolto.
Immaginate di poter dedurre dal vostro reddito annuo tutte le spese che sostenete nel medesimo periodo (alimentari, meccanico, idraulico, e chi più ne ha più ne metta) e di pagare le imposte solo su quello che vi avanza: non pensate che chiedereste fatture e scontrini a tutti? E se lo fate è chiaro che non può esserci “nero” e, di conseguenza, evasione.
Di certo non sono il primo ad aver pensato ad una soluzione di questo tipo ma mi sembra così semplice e giusta che non capisco perché non la si valuti con la serietà che merita.

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posted by Davide at mercoledì, giugno 20, 2007 | 0 comments
14 giugno 2007

Eletto tra le file del centro-destra, un senatore che non merita nemmeno di essere nominato entra a far parte dell'Ulivo.

Ogni uomo con un minimo di dignità si sarebbe dimesso ma la poltrona conta evidentemente di più.


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posted by Davide at giovedì, giugno 14, 2007 | 0 comments
11 giugno 2007
La chiamano "più trasparenza sul fisco".
A me pare tanto che la trasparenza sia più sul contribuente che sul fisco e che abbiano solo voglia di mettere in piazza i fatti nostri, con buona pace della legge sulla privacy e di tutte quelle leggi che dovrebbero tutelare noi comuni mortali (vedi anche statuto del contribuente).
Spero comunque che raggiungano il loro obiettivo perchè non vedo l'ora di sfogliare la dichiarazione di Vincesco Visco...sempre che le regole valgano anche per loro.

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posted by Davide at lunedì, giugno 11, 2007 | 0 comments
08 giugno 2007
Pazzesco.
Secondo me hanno piazzato Visco alle spalle di Padoa-Schioppa per 2 motivi:
1. controllare che il tecnico TPS non fosse troppo “tecnico” e si basasse troppo sui numeri dell’economia italiana (che evidentemente non erano quelli che l’Unione voleva dare in pasto all’opinione pubblica);
2. considerata la sua ormai celebre fama di “vampiro”, evitare di affidargli direttamente il dicastero economico pur consentendogli di avere gli strumenti necessari per dissanguare il contribuente.
Risultato: l’affermato e apprezzato professionista Tommaso Padoa-Schioppa (che non avendo mai fatto il politico non poteva essere considerato di parte) certifica agli italiani che il Governo Berlusconi ha lasciato una voragine biblica e fornisce l’alibi perfetto al suo Vice che gongola, parzialmente nell’ombra, all’idea di poter stringere la morsa fiscale.
Tra i vari provvedimenti ne vorrei segnalare, anche in questo caso, 2:
1. anticipo della presentazione delle dichiarazioni dei redditi dal 15 giugno al 31 maggio per i 730 e dal 31 ottobre al 31 luglio per l’UNICO, con l’intento di aver maggior tempo per effettuare i controlli;
2. potenziamento degli studi di settore (strumento tecnico attraverso il quale l’amministrazione finanziaria accerta i redditi di un contribuente in base alle caratteristiche della sua attività).
Tutti contenti, commercialisti e contribuenti a parte, e applausi alla lotta all’evasione di quei banditi dei lavoratori autonomi.
Passa un annetto e accadono, ancora, 2 cose:
1. i commercialisti fanno giustamente notare che bisognerebbe saper scrivere anche con i piedi per rispettare le scadenze;
2. si vota alle amministrative e l’Unione (soprattutto al Nord) va peggio che le Isole Far Oer alle qualificazioni per gli Europei.
Risultato: in primo luogo il competente e fantasioso Ministero dell’Economia e i vari Uffici subordinati decidono per un rinvio della scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi ma non in un’unica data, troppo logico e facile! Qualcuno lo mantengono a luglio, qualcuno agli inizi di settembre e qualcuno a fine settembre…come si fa a sapere in quale data rientriamo? In base al colore delle mutande, visto che è così che ci hanno lasciato.
In secondo luogo ritornano sui loro passi per quanto riguarda la morsa degli studi di settore e la lotta all’evasione, nel disperato tentativo di recuperare consensi in Settentrione.
Mai viste un’incoerenza ed un'incompetenza simili: per tentare di rimediare ai loro stessi danni non fanno altro che commetterne di peggiori, scontentando tutti e perdendo la già poca credibilità che si ritrovano.

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posted by Davide at venerdì, giugno 08, 2007 | 3 comments
29 maggio 2007
Dopo aver assegnato la vittoria al centro destra alle ultime politiche, il Friuli Venezia Giulia conferma il suo orientamento anche alle elezioni amministrative appena concluse.
Gorizia, Maniago, Azzano X, Casarsa della Delizia, Manzano, Tricesimo, Tarvisio, Lignano e Buja, solo per citare i centri di maggiori dimensioni, hanno visto vincere o addirittura trionfare i candidati del centro destra.
Appassionante, inoltre, il testa a testa registratosi a Cervignano del Friuli, con la vittoria finale del centro sinistra per sole 240 preferenze. Considerata la tradizionale simpatia per la fazione rossa della cittadina in parola, Alberto Rigotto merita comunque un applauso per il risultato che è riuscito ad ottenere.
A mio avviso la lettura politica dei risultati elettorali è semplice: i cittadini friulani stanno cercando di proteggersi dall'esoso e numeroso governo Prodi creandosi uno scudo locale che sia in grado di smorzare le scriteriate mazzate romane. I cittadini friulani hanno consolidato la già netta convinzione che solamente un serio programma di centro destra può tutelare i loro valori, i loro redditi, la loro vita.
Se analizziamo le affluenze ai seggi con le percentuali ottenute dai candidati sindaci vincenti non possiamo non notare come l'elettorato di centro destra, tradizionalmente più pigro e svogliato della controparte, abbia dimostrato una notevole partecipazione in questa tornata elettorale e una gran voglia di far sentire la propria voce.
Mi auguro che queste amministrative 2007 siano come il quiz serale per un telegiornale: la rampa di lancio che accompagna lo share verso l'appuntamento che conta, ovvero le regionali 2008.
E come ricordano saggiamente Simone Bressan e Tommaso Cerno che la storia insegni, lanciamo uniti un tg serio e non uno Studio Aperto.

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posted by Davide at martedì, maggio 29, 2007 | 4 comments
28 maggio 2007
In attesa della chiusura dei seggi, potete seguire l'affluenza cliccando qui.

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posted by Davide at lunedì, maggio 28, 2007 | 0 comments
02 marzo 2007

A livello nazionale il tema politico più caldo di questi giorni è sicuramente quello che riguarda lo studio di una nuova legge elettorale.
E’ notizia di oggi, invece, l’approvazione della nuova legge elettorale per il Friuli Venezia Giulia, approvata la scorsa notte dopo un consiglio fiume ricco durato fino ad ora tarda.
Ecco quindi le novità (e le conferme) di una legge che verrà già applicata nella primavera del 2008, quando arriverà a naturale scadenza la legislatura corrente.

1. Confermata l’elezione diretta del Presidente della Giunta
2. Viene meno l’incompatibilità dei consiglieri/assessori. Anche i consiglieri eletti potranno dunque entrare in Giunta
3. Il Presidente non potrà più nominare assessore chi ha ricoperto consecutivamente l’incarico per due legislature
4. I Consiglieri non potranno ricoprire più di tre volte di fila il mandato
5. Saranno in eleggibili, a meno che non si siano dimessi 90 giorni prima del voto, anche i Presidenti delle 4 province e i Sindaci di comuni con più di 3.000 abitanti
6. Le liste che si presenteranno alle prossime elezioni regionali dovranno essere composte dal 40% di donne, mentre in Giunta ci dovranno essere almeno 3 donne
7. Nuove soglie di sbarramento: 4% per le coalizioni e 1,5% per le liste all’interno di coalizioni che abbiano ottenuto almeno il 15%
8. Premio di maggioranza del 60% alla coalizione vincente e 40% all’opposizione
9. Seggio sloveno: in 3 circoscrizioni basterà la raccolta di metà delle firme necessarie per le altre liste. Soglia di sbarramento all’1% anziché al 1,5%
10. E’ consentita all’elettore la scelta disgiunta tra una lista e un candidato Presidente alla Regione anche se non collegato a quella lista.

Non riesco sinceramente a capire il significato di quest’ultimo punto (a parte il fatto di favorire il Presidente Illy) e ritengo le soglie di sbarramento un po’ troppo basse (soprattutto quel 1,5% all’interno delle coalizioni) ma nel complesso ritengo ci siano alcune novità degne di essere prese in considerazione anche nella stesura del progetto per la nuova legge elettorale nazionale.

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posted by Davide at venerdì, marzo 02, 2007 | 2 comments
18 ottobre 2006
Su Libero del 17 ottobre u.s. l'articolo di Mario Prignano mi ha particolarmente incuriosito. Dal titolo "Lavoro troppo" Tutte le lamentele dei nostri senatori, è una piccola raccolta degli interventi di alcuni senatori in merito all'approvazione del bilancio interno della camera alta del Parlamento.
Ho pertanto deciso di leggermi per intero il resoconto stenografico della seduta del 3 ottobre 2006 e di riportare in questa sede alcuni passaggi che non saprei come definire se non "grotteschi".
Si parte dal senatore EUFEMI (Udc) il quale afferma
[...]Un'altra questione, su cui riflettere, è quella dei costi della politica. Si fa molta demagogia in questi giorni, quasi una gara a presentare proposte estemporanee, che alimentano un distacco dell'opinione pubblica. Lo scorso anno, onorevole Presidente, fui unico a contrastare il ministro Tremonti rispetto al famoso taglio del 10 per cento delle indennità, ma non perché fossi contrario soltanto a titolo personale. No! Credo che su tale questione si debba procedere come si è fatto quest'anno, onorevole Questore, cioè anche con forte economia di spesa, ma per autodisciplina e per autocontenimento: all'interno del volume delle risorse, cioè, lo stesso Senato e la stessa Camera devono poter decidere il quantum da poter contenere perché storicamente il bilancio appartiene al Parlamento. È il Parlamento che decide le risorse da spendere e non deve subire imposizioni. Non possiamo mettere in discussione questo principio storico anche perché gli sprechi non si annidano qui dentro, onorevole Questore.[...]
Si può anche risparmiare ma devono essere loro a decidere quanto!
[...]C'è poi un problema strettamente collegato a quello delle indennità parlamentari: il problema delle incompatibilità. Viene da domandarsi se non siano superate quelle disposizioni che impediscono ad alcune categorie di dipendenti di svolgere la professione originaria, come i professori universitari, gli insegnanti, i medici pubblici, costretti all'aspettativa, a fronte di altri liberi professionisti, come avvocati, presentatori televisivi, giornalisti, che, al contrario, possono svolgere libere professioni senza preclusioni. Se questo è, significa che si determinano due categorie di parlamentari - quelli di serie A e quelli di serie B - e tutto ciò finisce per impoverire la qualità della rappresentanza, limitando perfino a ceti e categorie la possibilità di essere rappresentati in Parlamento.[...]
Eh si, fanno fatica ad arrivare a fine mese i senatori di serie B!
Prosegue poi MALAN (Fi)
[...]Passo, quindi, ad illustrare molto rapidamente l'ordine del giorno G5. Il Consiglio di Presidenza ha approvato, con una sorprendente rapidità, l'intendimento di istituire per i senatori il posto fisso in Aula sul modello della Camera dei deputati. Ritengo che tale decisione non abbia aspetti positivi sull'andamento dei lavori del Senato. A mio avviso, infatti, è necessario avere la possibilità di spostarsi nell'ambito dell'Aula per avere colloqui, scambi di impressioni o per studiare determinati problemi insieme ad altri colleghi. Peraltro, ricordo che nella scorsa legislatura - nella presente ciò non è ancora avvenuto - siamo arrivati a svolgere trecento votazioni in un giorno solo e forse anche di più.
È stato istituito, invece, l'obbligo di occupare sempre un determinato posto, rendendo impossibile l'effettuazione della votazione da altre postazioni. Pertanto, se ad esempio un senatore si assentasse per qualche un minuto nelle molte ore delle votazioni e dovesse poi rientrare rapidamente in Aula, si troverebbe in particolare disagio.
[...]
[...]Aggiungo un dettaglio molto materiale: alla Camera, dove da tempo c'è il posto fisso, le postazioni sono molto più ampie, cioè è possibile spostarsi senza che i colleghi della stessa fila debbano alzarsi; credo che chiunque sia stato deputato o semplicemente chiunque si sia seduto su un banco della Camera in occasione delle riunioni del Parlamento in seduta comune lo possa constatare.[...]
Suvvia, allarghiamo questi scranni, perchè ai deputati si e ai senatori no!
Eppoi BOCCIA (Ulivo)
[...]C'è poi un'altra questione, signor Presidente, che non trovo risolta adeguatamente qui al Senato; pregherei il collega Nieddu di fare una riflessione in merito perché mi pare un problema risolvibile. Se un senatore, nel corso della giornata, vuole ricevere una persona per un breve periodo o una delegazione per una riunione collegata ai lavori dell'Assemblea, praticamente non lo può fare. Questo perché nel Palazzo si possono incontrare le persone vicino all'ingresso, in un ambito angusto, senza nessuna riservatezza e, diciamo la verità, anche senza dignità per il senatore che riceve un ospite e per l'istituzione stessa. Deve essere trovato un qualche posto nel Palazzo dove il senatore possa ricevere un ospite dignitosamente. A me è venuta un'idea, ma ce ne possono essere tante altre: penso, ad esempio, all'atrio dell'ingresso di via della Dogana vecchia. In quell'atrio, che è molto ampio, si possono ubicare dei salottini, magari dei séparé, dove sia possibile ricevere ospiti per incontri fugaci, in un ambiente sicuramente più dignitoso, che consenta maggiore riservatezza di quello dove oggi, ahimè, avvengono questi incontri. [...]
Evito di commentare...
Pur riportando solo alcuni passaggi (il documento ne contiene molti altri succosi e, ad onor del vero, anche alcune proposte lodevoli) se ne deduce che il Senato è proprio un inferno e i senatori si immolano per rappresentarci...chissà se i contribuenti che lavorano una vita per guadagnare quello che un parlamentare guadagna in qualche anno e che si vedono scippare i frutti dei propri sacrifici da questi onorevoli riescono a concepire la dura problematica di una sedia scomoda....



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posted by Davide at mercoledì, ottobre 18, 2006 | 4 comments
11 ottobre 2006
Per firmare anche tu la petizione clicca qui.

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posted by Davide at mercoledì, ottobre 11, 2006 | 1 comments
20 settembre 2006
Una delle notizie più importanti del giorno è sicuramente la sconfitta dell'Unione al Senato che ha determinato la modifica dei lavori dell'Aula e inserito nell'ordine del giorno di giovedì la discussione sull'affare Telecom.
La coalizione di centrosinistra, però, ha subito un'altra sconfitta a Palazzo Madama in seno alla Commissione Affari Costituzionali.
Come risulta dal resoconto sommario n. 26 del 19 settembre 2006, infatti, non è stata approvata la conversione in legge del D.L. 258/06 recante disposizioni urgenti di adeguamento alla sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee in data 14 settembre 2006 nella causa C-228/05, in materia di detraibilità dell'IVA.
Tale decreto serve al Governo per poter rinviare al prossimo anno il problema dei rimborsi derivanti dalla ormai famosa bocciatura della Corte di Giustizia Europea in materia di indetraibilità IVA sulle auto (potete trovare un post sull'argomento nel mio blog), con l'essenziale beneficio di non dover appesantire la Finanziaria per il 2007 che già vive una difficile gestazione.
Questo ko in Commissione porta ora il decreto direttamente all'Aula del Senato la quale, se non provvederà a convertirlo in legge entro il 14 ottobre, costringerà l'Esecutivo a fare i salti mortali per poter rattoppare la falla che il mondo delle partite IVA creerà chiedendo (giustamente) la restituzione di quanto indebitamente versato.
E visto che non c'è due senza tre....

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posted by Davide at mercoledì, settembre 20, 2006 | 1 comments
15 settembre 2006
In attesa della revisione dello Statuto di Forza Italia vi propongo questo articolo di Gianni Baget Bozzo tratto da Il Giornale del 13 settembre 2006.

Occorre definire Forza Italia con aggettivi significativi per ridare ad essa una identità che non sia la sola identificazione con Berlusconi. Lo stesso Berlusconi, nel convegno di Gubbio organizzato da Sandro Bondi con periodicità ormai acquisita, ha definito Forza Italia con tre aggettivi: liberale, cristiana e occidentale. Con questa scelta il termine «cristiano» ritorna in una definizione politica, ma accompagnato dal termine «liberale». Ed il termine «liberale» è qualificato dagli aggettivi a cui viene congiunto.
È la prima volta che il termine «cristiano» ritorna in una definizione politica; e, in questo caso, esso non ha più la definizione confessionale che aveva avuto con la Dc, soprattutto a causa della disciplina ecclesiastica dell'unità dei cattolici attorno a quel partito. Questo termine indica oggi una civiltà, quella nata dalla Cristianità e divenuta Occidente. Ma la Cristianità fu la sintesi e la combinazione della cultura ebraica, di quella greca e di quella romana, mediate tra loro dall'evento cristiano. Di qui l'Occidente trae tutte le sue fonti, sia spirituali che intellettuali e politiche. Questo senso di identità di una civiltà e del Cristianesimo come suo collante si manifesta con più forza oggi, quando il mercato mondiale pone a contatto tutte le culture. In Italia il cattolicesimo rappresenta il senso comune della nazione. E ha preservato la sua identità anche quando lo Stato risorgimentale venne travolto nella grande crisi del 25 luglio e dell'8 settembre.
La legislatura iniziata nel 2001, guidata da Berlusconi, è stata la più cattolica della storia repubblicana. Paradossalmente, ciò è avvenuto in misura maggiore che non nelle legislature del tempo democristiano, in cui il carattere confessionale del partito obbligava la Dc a non fare alcuna politica della famiglia e della scuola. La legislatura della Casa delle Libertà è stata guidata da un principio che potremmo chiamare di «sinfonia» tra Chiesa e Stato, per usare un termine caro alla ortodossia greco-slava. Ciò è stato possibile perché Forza Italia, partito guida della coalizione, è un partito non confessionale, legato all'idea della continuità tra Cristianità ed Occidente e quindi ispirato a una visione globale della politica.
Ciò si è imposto in modo tanto più evidente in quanto la sfida islamica è ritornata ad essere una componente aggressiva della storia occidentale, con i mezzi più vari ma legata nel suo insieme al concetto di contrapposizione dell'Islam all'Occidente. È questo concetto che ha reso possibile in Forza Italia l'unità culturale di credenti e non credenti (una divisione più chiara che non quella, impropria, tra cattolici e laici) per mostrare un punto di identità che non era né una religione né una Nazione, ma una civiltà.
Il termine «liberale» unito al termine «cristiano» unifica liberalismo e cristianesimo nel concetto fondamentale della libertà come principio assoluto, oltre ogni differenza di ciò che si intende come rapporto tra conoscenza, dubbio e verità. «Democratico» è un termine che non ha riferimento alla persona: e difatti anche i totalitarismi, fascista e comunista, si sono interpretati come democrazia e sono stati tutti protagonisti, come si dice, dell'avvento delle masse nella politica e nella società. Liberalismo qui dice una cosa diversa. Afferma il primato della libertà e della coscienza responsabile come un principio che trascende la politica e fonda una verità ulteriore rispetto a ogni divisione religiosa o culturale.
In Italia il termine di «cattolico democratico» fu inventato dal Pci per indicare i cattolici filocomunisti e fu poi inteso come definizione dell'impegno cattolico in politica, non tenendo conto che democrazia non voleva dire libertà né primato della persona come valore assoluto. «Liberale e cristiano» dice quindi una cosa diversa da «democratico cristiano» e una cosa opposta a «cattolico democratico». Se Forza Italia deve divenire una forza politica avente una sua identità, sarà un partito cristiano, liberale, occidentale. Come lo ha definito a Gubbio Berlusconi.
Mi piacerebbe capire se anche voi e quanti di voi si rispecchino in questa linea che Silvio Berlusconi ha voluto tracciare e che Don Baget Bozzo ha così commentato.

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posted by Davide at venerdì, settembre 15, 2006 | 9 comments
14 settembre 2006


Se il governo aveva le sue belle gatte da pelare per mettere d'accordo la maggioranza su una manovra Finanziaria da 30 milardi di euro sarà molto interessante osservare come lo stesso si comporterà dopo le notizie che giungono da Bruxelles.
Oggi, infatti, la Corte di Giustizia europea ha dato torto all'Italia sui limiti imposti dallo Stato italiano alla detraibilità IVA sulle auto e sui carburanti utilizzati dalle imprese, respingendo la richiesta di Roma di limitare i rimborsi retroattivi richiedibili dai contibuenti.
Tradotto nel linguaggio pratico significa che lo Stato dovrà far fronte a richieste di rimborso per 10 miliardi di euro (stime de Il sole24ore).
A commento della doccia fredda è subito intervenuto il viceMinistro dell'Economia Visco il quale ha affermato: «Le ripercussioni finanziarie della sentenza della Corte di Giustizia europea sulla detraibilità dell'Iva relativa alle autovetture aziendali saranno di pesante entità e non eludibili. Sarà dunque inevitabile, perchè non si creino scompensi ulteriori nell'equilibrio della finanza pubblica, individuare misure compensative equivalenti».
Fino a qui niente da ridire. Poi, però, dracula aggiunge: «La decisione è l'ennesima, pesante eredità lasciata dal governo Berlusconi al centrosinistra. Da anni era chiara la necessità di intervenire per ovviare a questo problema concordando una soluzione adeguata con l'Unione europea». MA COSA BLATERA???????
Il problema dell'indetraibilità dell'IVA risale alla fine degli anni '70 quando l'Italia, contrariamente a quanto previsto dalla VI direttiva CEE, ha introdotto tale norma prorogandola di anno in anno fino al 2001 (in cui la detraibilità è stata portata al 10%) e al 2005 ((in cui la detraibilità è stata portata al 15%).
Se la memoria non m'inganna nell'arco di questi 25 anni al Governo l'on. Visco c'è già stato e non mi sembra sia successo niente. E se tutto ciò non fosse sufficiente ricordo che anche l'IRAP (imposta introdotta da VISCO!) è sotto la lente di Bruxelles e molto probabilmente verrà bocciata a sua volta!!
Quello che brucia veramente al nostro (?) viceMinistro è che la patata bollente se la sono ritrovati in mano loro e a loro tocca ora mangiarsela.
Se davvero la manovra Finanziaria dovrà essere rivista al rialzo altro che stampella UDC, il Governo dovrà alzare la guardia all'estrema sinistra!



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posted by Davide at giovedì, settembre 14, 2006 | 2 comments
12 settembre 2006
Dopo l'indulto ecco un'altra proposta choc della sinistra: eliminare l'ergastolo! Non solo, depenalizzare 1/5 dei reati attualmente puniti con la reclusione.
La proposta arriva dall'avv. Giuliano Pisapia, presidente della neocostituita commissione per il nuovo codice penale.
L'illustre professionista, in un'intervista rilasciata a Il Giornale e pubblicata l'11 settembre 2006, per risolvere i problemi relativi ai processi interminabili e all'incertezza delle pene propone la sua idea sintetizzandola con il motto "Meno reati e meno carcere".
Il principio fondamentale del ragionamento dell'avv.Pisapia è praticamente lo stesso che ha portato l'attuale maggioranza (purtroppo con il determinante sostegno di parte del centro-destra) ad approvare l'indulto: poichè in Italia c'è il problema del sovraffollamento delle carceri e dell'incapacità della magistratura di smaltire un'incredibile mole di lavoro, risolviamo il problema facendo uscire i detenuti e depenalizzando una bella fetta di reati minori. Naturalmente in questo modo i giudici non dovranno più perdere tempo in questi reati "banali" e le carceri saranno più vivibili. Se non bastasse anche l'ergastolo va eliminato, una trentina d'anni di carcere sono più che sufficienti anche per i delinquenti della peggior specie.
Ciliegina sulla torta è poi l'esempio proposto dallo stesso Pisapia: se un ladro fosse colto per la prima volta in flagranza di reato, questi non sarebbe arrestato e condannato ma obbligato a lavorare per risarcire il danno procurato.
A questo punto sto seriamente pensando di chiedere alle autorità di essere messo in galera, sarebbe l'unico modo per essere tutelato da tutta la delinquenza che questi signori del centro(poco)sinistra(molto) vogliono lasciare scorazzare nel nostro paese.
Se tutte le condanne inflitte fossero scontate interamente e il carcere fosse duro ed invivibile penso che chiunque ci penserebbe molto bene prima di commettere un reato (piccolo o grande) e allora si che le aule di giustizia si svuoterebbero!
In quanto a farli lavorare sarebbe interessante se fossero destinati alla costruzione di nuove carceri, in modo da aumentare il posto a loro disposizione. Ne guadagnerebbero tutti, sia i cittadini onesti che li sanno sotto chiave, sia i conti dello stato che in cambio di vitto e alloggio avrebbero abbondante manovalanza, sia gli stessi detenuti che non sarebbero costretti a dividere uno sgabuzzino con altre 10 persone.

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posted by Davide at martedì, settembre 12, 2006 | 1 comments
08 settembre 2006
Nella Cdl, in questi primi caldi giorni settembrini, l'argomento più caldo è sicuramente quello che ruota intorno alle dichiarazioni degli onorevoli Casini e Follini. Se il primo sinceramente mi ha deluso, del secondo non ho mai avuto grande stima ed è per questo che oggi sono rimasto veramente di sasso.
A pag. 2 dell'edizione odierna di Libero, Paolo Emilio Russo scrive: "Lui [Follini, ndr], l'ex vicepremier diventato col tempo il più fiero oppositore del Cavaliere dentro il centrodestra, teorizza l'opposizione variabile . Nessun passaggio ufficiale di campo, cioè, ma sostegno al centrosinistra su singoli provvedimenti."
Teoria dell'opposizione variabile?? Questa è la teoria della banderuola! Traducendo tale teoria l'on. Follini vorrebbe aiutare il centrosinistra all'occorrenza, garantendosi qualche buon ufficio dal professor Prodi, mantenendo però il paracadute della Cdl nel caso in cui l'attuale governo dovesse (molto probabilmente) cadere.Ovviamente con questa dichiarazione non poteva che crearsi il vuoto attorno a tale personaggio, anche tra i suoi più fidi collaboratori. Mi chiedo, infatti, quale elettore potrebbe dare il proprio voto ad un candidato che cambia idea dall'oggi al domani? Fortunatamente almeno i suoi "amichetti" l'hanno capito!
Quindi on. Follini, non faccia la banderuola e prenda una posizione, possibilmente fuori dalla CDL!

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posted by Davide at venerdì, settembre 08, 2006 | 1 comments